COSAP (oggi CUP) sui parcheggi e accessi a raso: quando è dovuta e quando no

La questione dell’applicazione della COSAP – oggi confluita nel Canone Unico Patrimoniale (CUP) – ai parcheggi e agli accessi “a raso” è da anni oggetto di dubbi interpretativi, soprattutto in ambito condominiale.
La distinzione fondamentale ruota attorno a un concetto chiave: l’occupazione del suolo pubblico, che può essere materiale oppure giuridica.
Cosa si intende per accesso o parcheggio “a raso”
Un accesso si definisce “a raso” quando:
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non presenta modifiche del piano stradale;
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è privo di marciapiede o di opere di raccordo (scivoli, cordoli, ecc.);
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consente l’ingresso diretto dalla carreggiata.
In questi casi, non si realizza alcuna occupazione materiale del suolo pubblico, poiché la sede stradale rimane integra e indistinta rispetto al resto della carreggiata.
In linea generale, la giurisprudenza – anche di legittimità – ha chiarito che in assenza di occupazione, il canone non è dovuto.
Pertanto, nel caso di accessi a raso:
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senza opere visibili;
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senza delimitazioni;
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senza alcuna forma di riserva dello spazio pubblico;
non sussiste il presupposto impositivo, poiché manca una sottrazione del suolo all’uso collettivo.
La situazione cambia radicalmente quando interviene un elemento ulteriore:
- il divieto di sosta (passo carrabile)
In presenza di:
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cartello autorizzato dal Comune;
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concessione di passo carrabile;
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obbligo per terzi di non sostare davanti all’accesso;
si configura una occupazione di tipo giuridico.
In altri termini:
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lo spazio pubblico, pur non essendo modificato fisicamente,
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viene sottratto all’uso indistinto della collettività.
Nel caso, frequente, di:
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autorimessa condominiale;
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cancello automatico;
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accesso diretto dalla carreggiata (senza marciapiede);
si possono verificare due situazioni:
1. Senza passo carrabile - COSAP non dovuta
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nessun divieto di sosta formalizzato;
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lo spazio resta liberamente utilizzabile da chiunque;
2. Con passo carrabile autorizzato - COSAP dovuta
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presenza di cartello di divieto di sosta;
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concessione comunale;
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obbligo di lasciare libero l’accesso.